Storia del convento

E’ quasi impossibile, arrivando nelle vicinanze di Conegliano, non rivolgere uno sguardo di ammirazione all’incantevole spettacolo di questa città adagiata sul pendio verdeggiante del colle e coronata, in alto, dal suo castello, cinto dalle sagome acute dei cipressi. Nel 1577, il podestà veneto Leonardo Donà scriveva che Conegliano si trovava in un “sito tanto vago et delizioso, che io non credo che la natura habbia altrove meglio dimostrato l’estremo della sua bellezza”.

Il primitivo convento dei Cappuccini venne costruito dal 1589 al 1593 per volere dei cittadini e per interessamento di un gruppo di benefattori. Sorgeva nell’area dove oggi si trova l’ospedale civile.

Nei duecentocinquant’anni che vi rimasero, i frati non cessarono di offrire, oltre che assistenza religiosa, anche aiuto e conforto agli infermi, ai poveri, ai diseredati. E non cessarono di esercitare il ministero della predicazione, per il quale, specialmente nel Cinque e Seicento, erano ricercatissimi. Per lunghi anni quel convento fu pure sede di noviziato (nel 1648 vi trascorse il noviziato il B. p. Marco d’Aviano).

Allontanati una prima volta dalla soppressione napoleonica del 1810, i Cappuccini ritornarono nello stesso convento nel 1837. Ricacciati nuovamente nel 1867 (questa volta dallo Stato italiano), non vi fecero ritorno che nel 1929. Dapprima si sistemarono provvisoriamente presso il castello, di fianco alla chiesa di S. Orsola; poi decisero di ri-stabilirsi a pochi passi dall’ospedale civile, cioè dove in passato sorgeva il primitivo convento. Tra l’altro, il 1° gennaio 1939 ai Cappuccini era stata affidata la cura spirituale dell’ospedale civile e della casa di ricovero.

La chiesa fu edificata su progetto dell’ing. Giovanni Morassutti nel 1944. Dedicata a S. Antonio di Padova, fu consacrata il 29 settembre 1947. Dal suo primo arrivo a Conegliano, chiesa e convento cappuccini s’erano arricchiti di numerose opere d’arte che purtroppo vennero disperse in seguito alle soppressioni. Solo alcune vennero restituite e collocate nella nuova struttura. Fra queste merita menzione l’Ultima Cena, datata 1590 e firmata da Pietro Bernardi da Verona.

La costruzione del convento (il vecchio era stato abbattuto dopo la lo cacciata) fu iniziata nel 1945 e compiuta nel 1954. Venne destinato a infermeria provinciale, per raccogliervi i frati ammalati e anziani.